17 ottobre 2013

Gli ordini dell’amore e l’armonia nella vita

Nella nostra cultura siamo abituati a considerare la persona come un elemento singolo, separato e indipendente dal resto degli individui, anche quelli appartenenti alla famiglia d’origine. In realtà l’essere umano è parte di un preciso contesto di relazioni interdipendenti fra loro.

Ne “Gli ordini dell’amore” la famiglia è considerata come un’entità, un sistema, e non come un mero agglomerato di individui singoli. Questo permette di elaborare un nuovo approccio capace di descrivere sia i fenomeni collettivi di un gruppo familiare che i processi personali di ogni elemento dell’albero genealogico.

Il sistema “famiglia” è il nostro primo riferimento nell’infanzia, e tale rimane per il resto della vita, più o meno consapevolmente. Il sistema nel quale siamo cresciuti costituisce una base a cui facciamo riferimento in tante situazioni: quando creiamo una famiglia nostra (oppure anche quando scegliamo di non crearla), quando scegliamo un lavoro (oppure crediamo sia stato solo un caso), quando scegliamo una casa piuttosto che un’altra, ecc… Il sistema dal quale proveniamo ha influenze su tutti gli aspetti della nostra vita, anche quando soffriamo o ci ammaliamo.

Attraverso “Gli ordini dell’amore” consideriamo la singola individualità all’interno di un sistema in funzione di qualcosa di più grande.

Questi ordini, sono stati osservati da B. Hellinger, ideatore delle Costellazioni Familiari.

Esse consentono di scoprire, portare alla luce e sciogliere “irretimenti” che si trasmettono di generazione in generazione e che possono causare difficoltà relazionali, disturbi psichici e fisici.

Questo approccio rappresenta un valido contributo per affrontare varie difficoltà, siano esse relazionali, professionali o legate a malattie.

Attraverso questo metodo possiamo renderci consapevoli di certi processi che caratterizzano i sistemi familiari, e allineare la nostra vita secondo una maggiore armonia fuori e dentro di noi.

25 settembre 2013

TORNARE AL RESPIRO

Quando non siete sicuri di cosa fare, tornate al vostro respiro: inspirate ed espirate pienamente, consapevoli, prendete rifugio nella presenza mentale. La cosa migliore da fare nei momenti di difficoltà è tornare a se stessi e dimorare nella consapevolezza.
(ThichNhat Hanh)

Il respiro è la fonte principale di sopravvivenza e vitalità, più importante del cibo e perfino dell’acqua.

Da qualche decennio anche in occidente, in campo medico e scientifico, ci si è accorti dell’importanza di questa azione umana semi-volontaria. In altre culture essa è nota e codificata da millenni. Nel nostro linguaggio quotidiano usiamo spesso frasi del tipo: respirare a pieni polmoni, tirare un sospiro di sollievo, sentirsi soffocare, restare col fiato sospeso, ecc. L’antica saggezza depositata nei nostri modi di parlare conferma l’importanza dell’attività respiratoria.

Durante l’infanzia respiriamo correttamente in modo istintivo, ma presto perdiamo questa capacità che per essere riattivata necessita di esercizio e allenamento. La maggior parte delle persone adulte, infatti, respira al 30-40% delle proprie possibilità e questa crea ripercussioni nel corpo e conseguenze a livello emotivo.

Esistono specifiche tecniche respiratorie che permettono di migliorare lo stato di salute e sciogliere blocchi emozionali.

Nello specifico il respiro consapevole ha molti benefici: aiuta a cambiare la nostra fisiologia e i nostri stati d’animo in quanto pensieri e sentimenti lasciano un’impronta nel nostro sistema fisiologico. Grazie al potere immenso del respiro eliminiamo il 70% delle nostre tossine e attraverso l’inspirazione consapevole possiamo pulire il sistema nervoso e circolatorio, nutrire le cellule e gli organi, riarmonizzare le nostre energie, dandoci nel contempo rilassatezza. Oltre a questo il respiro ci aiuta a cambiare il livello mentale/emozionale lasciando fluire via le emozioni trattenute.

Comprendere le diverse manifestazioni del nostro respiro e imparare a interagire con esso, attraverso la pratica della respirazione consapevole, ci può portare a risultati molto apprezzabili.

Ad esempio, gli schemi respiratori superficiali e limitati, che spesso diventano un’abitudine, creano tensione nel corpo e agitazione mentale. Respirare liberamente permette invece di superare le reazioni automatiche e di ritrovare il benessere psicofisico, sperimentando il piacevole fluire dell’energia vitale.

Analizzando un respiro, si può capire molto della vitalità o delle eventuali tensioni o frustrazioni vissute e cristallizzate nello schema respiratorio della persona. Un respiro fluido e profondo esprime un rapporto aperto, fiducioso e curioso nei confronti della vita, mentre un respiro superficiale e contratto segnala difesa e chiusura verso gli altri. Tra questi due estremi troviamo varie combinazioni intermedie in cui si colloca la maggior parte delle persone adulte.
Per cominciare è già molto utile prendere maggiore consapevolezza della nostra respirazione ordinaria e modificarla in meglio, imparando ad utilizzare più pienamente la nostra capacità polmonare.

Essere consapevoli del respiro ci insegna a stare nel momento presente, la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Respiriamo meglio e saremo più sani, più forti e più felici.

Con l’allenamento e l’esperienza impariamo a ricorrere al respiro come mezzo di auto-aiuto e di sostegno, diventando via-via automatico. Un aiuto semplice, efficace, a portata di mano: è già dentro di noi, basta imparare a utilizzarlo.

Quasi tutto lo stress e la tensione che sperimentiamo normalmente proviene dalla nostra mente e tale stress può aggravare molti problemi, in primis di salute. Facendo anche solo dieci-quindici minuti al giorno di respiro consapevole, saremo in grado di ridurre di molto tale stress. Le situazioni difficili ci appariranno più semplici da risolvere, ci sentiremo più rilassati e ben disposti verso gli altri, e dunque anche le nostre relazioni col prossimo miglioreranno.
(Dalai Lama)

21 marzo 2012

La bicicletta e gli ormoni del benessere

da: http://www.humanitasalute.it
La bicicletta è indubbiamente lo svago ideale che consente a tutti, giovani e meno giovani, di stare bene e di mantenere una buona forma fisica. Permette di fuggire dalle città congestionate dal traffico e di godere della natura. E’ sempre più frequente incontrare gruppi di appassionati di cicloturismo che vivono la bicicletta come lo sport che consente di conseguire benessere fisico e mentale. Non dimentichiamo che l’attività fisica libera le endorfine, i cosiddetti ormoni del benessere. Chiediamo al dottor Stefano Aglieri, responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione cardio-respiratoria di Humanitas ed appassionato praticante di questo sport, quali sono i principali benefici della bicicletta e quali sono le controindicazioni.

Benefici a livello muscolo-scheletrico
“Praticare cicloturismo – spiega il dottor Aglieri – puo’ dare benefici a livello della muscolatura che viene tonificata in particolare quella degli arti inferiori.e a livello delle articolazioni. Specie a livello di anca, ginocchia e caviglie il movimento della pedalata contribuisce a mantenere in efficienza le varie componenti articolari. In questo sport il peso del corpo ( specie della colonna e della testa) si scarica interamente sul telaio della bicicletta e questa particolarità può aiutare talvolta chi soffre di disturbi muscolari a livello della colonna vertebrale. Però chi soffre invece di patologie quali ernia del disco o lombo-sciatalgie acute dovrebbe evitare di praticare questa attività sportiva finche il problema non è stato risolto”.

Benefici cardio-vascolari
“Lo sport del ciclismo – prosegue lo specialista – allena molto efficacemente il sistema cardio-vascolare.
Il cuore, migliora la performance e tutto l’organismo può diventare più resistente alla fatica.
Non è un caso che la cyclette sia il più utilizzato strumento nel campo dell’esercizio fisico in cardiologia riabilitativa ( ossia per persone colpite recentemente da infarto oppure che hanno subito un intervento al cuore). Questo sport ha anche un effetto benefico sulla circolazione del sangue specie a livello degli arti inferiori , aiutando a prevenire tra l’altro la formazione di gonfiori in quelle sedi. Le pareti delle vene vengono rese più elastiche dal movimento ritmico dei muscoli. Attenzione però: chi soffre di insufficienza venosa e di varici può praticare cicloturismo, ma deve prestare una particolare attenzione a evitare sforzi troppo intensi: dovrebbe quindi limitare specialmente i percorsi in salita”.

Benefici all’apparato respiratorio
“Il ciclismo – spiega il dottor Aglieri – è un’attività fisica caratterizzata prevalentemente da un impegno sottomassimale, prolungato nel tempo. E’ un esercizio che migliora la capacità respiratoria e in generale rende più efficace la respirazione . Coloro che soffrono di allergie stagionali (ad esempio ai pollini), soprattutto nei percorsi in campagna e in mezzo a boschi, devono prestare attenzione anzi evitare il rischio di crisi asmatiche nei periodi più a rischio ( come adesso in primavera avanzata). Chi invece soffre di bronchiti ricorrenti avràbeneficio dal pedalare, ma dovrà evitare di esporsi ai climi più freddi e alla pioggia”.

Attenzione all’alimentazione
“Il cicloturismo – sottolinea il dott. Aglieri – come qualunque altra attività fisica, può essere d’aiuto a perdere peso o a mantenere il peso forma se le calorie bruciate nel corso della pratica sportiva sono superiori a quelle introdotte con l’alimentazione. Fate attenzione, dunque, a quello che si mangia prima e soprattutto dopo la pedalata tenendo presente che in due ore di bicicletta si consumano circa 500 – 800 calorie ( a livello cicloturistico). Prima di uscire per un’escursione in bicicletta è meglio consumare carboidrati, che forniscono all’organismo energia di pronto impiego. Va bene, ad esempio, una colazione a base di thè, una spremuta e una fetta di crostata ( almeno un’ora prima di pedalare). E’ fondamentale non dimenticare di portare con sé una borraccia con acqua o con un reintegratore idrosalino, per compensare la perdita di sali minerali causata dalla sudorazione specie quando fa caldo. Se si prevede un’uscita in bicicletta superiore alle due ore, è meglio programmare uno spuntino, a base di frutta o di una barretta energetica ai cereali”.
A cura di Elena Villa